Energheia – Capitolo 36: Energia

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Epos (Maltia)

16 novembre 2355

26° giorno di Ethan a Tersain

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Scesa la sera, mi sono recato nella mia cabina. Di solito, al ritorno dalla mensa m’intrattengo con Jim o Archeos a parlare del più e del meno. Per oggi, però, ho altri programmi.

Chiusa la porta, fronteggio il limitato spazio della stanza quasi fosse un nemico. Quindi, raggiungo la branda e siedo.

Proviamoci.

Faccio un gran respiro e chiudo gli occhi. Concentro tutta l’attenzione sul calore del mio corpo. Forse per riflesso, forse per suggestione, ma dopo qualche secondo mi sento più caldo.

A causa della tensione, i palmi delle mani prendono a inumidirmisi.

Calore: il trasferirsi dell’energia termica da un corpo all’altro. Energia termica… energia…

Mentre ragiono su queste cose, mi sforzo di pensare all’aumentare la mia temperatura. So che essa non è controllabile tramite la volontà, per cui sono costretto a usare l’artifizio di autosuggestionarmi che sia possibile.

La cosa non mi è troppo difficile.

Fortuna che sono una persona introversa pensa quella parte della mia mente impegnata a ingannare il resto della mia coscienza.

Sono in qualche modo abituato ad avere a che fare prevalentemente con me stesso e la mia psiche, per cui l’autosuggestione mi viene piuttosto facile, pur se solo in una forma incompleta. È come lasciare solo un piccolo pezzo di me agganciato alla realtà, mentre il resto sprofonda in un’illusione. Qualcosa difficile da spiegare a parole.

Comincio a fare respiri meno ampi, cercando di evitare la dispersione di calore tramite il fiato. La mia mente va a quando, in preda alla disperazione, ho chissà come accumulato un grande calore, fino addirittura a emetterlo dalle mani con l’aspetto di vampe.

Le mie gote iniziano a scottare. Mi sento accaldato, e presto prenderò a sudare. Però, per quanto mi sforzi, non riesco a far nulla di più che aumentare meramente la mia temperatura.

Sempre ammesso che non sia anche quella suggestione, cosa non improbabile.

Mi servirebbe un termometro.

Continuo a concentrarmi, provando a meditare su tutti quei concetti che paiono stimolare le mie capacità. Così, dopo il calore penso al fuoco.

Fiamme, ossia gas altamente riscaldato, che per questo emana luce.

Immagino di accumulare del fuoco nelle mani, emettendolo dai pori. Tuttavia, non accadde nulla.

Che altro c’era? Cosa mi è venuto in mente quando ho controllato l’incendio del velivus? Il fulmine che mi colpì prima del mio arrivo a Tersain, e la scarica elettrica della ilectron gun.

Riporto alla memoria l’elettricità che ha attraversato il mio corpo in quelle occasioni. Del fulmine ho ben pochi ricordi, diversamente dalla ilectron gun. Rammento i miei muscoli che si contraevano senza controllo. Che sensazione ho provato?

Elettricità…

Il rumore di qualcuno che bussa mi distrae. Allora, apro gli occhi e li volgo alla porta.

«Sono Dawn».

«È aperto» dico.

L’uscio si spalanca, e la ribelle fa capolino nella cabina. Non eravamo d’accordo per vederci. In effetti, non ci siamo più incontrati dopo ieri.

«Cosa c’è?» le chiedo.

Mi rendo conto di essere un po’ sulla difensiva. Sarà per un lieve imbarazzo dovuto al mio discorso davanti alla stanza del capitano… anche se con le mie uscite ce l’avevo più con Antony e Samuel.

«Volevo vedere come stavi» risponde ella. «Oggi non abbiamo fatto l’esercitazione».

«No» confermo.

«Posso?» domanda la ribelle, socchiudendo la porta.

«Prego».

Lei mi si avvicina. Sicuramente si è accorta che non mi sto comportando come al solito, però sembra stia comunque provando ad essere normale.

«Sei piuttosto arrossato» osserva. «Pare quasi che ti sia allenato per conto tuo».

«Non ho fatto esercizio fisico» nego.

«Non avrai la febbre?»

Dawn allunga lesta la destra a toccarmi la fronte. La lascio fare… e dal punto dove ella mi sfiora sento venire una scarica. La ribelle allontana di colpo la mano.

«Ahi!» fa. «Mi hai dato la scossa!»

Già… era proprio quello. Una cosa che capita non di rado, nella vita di tutti i giorni. Ma il tempismo con cui è successo ora…

«Mmh…» mugugno, massaggiandomi la fronte dove ho sentito pizzicare. «Ha funzionato?»

«Cosa?»

«Stavo tentando degli esperimenti con la mayea» chiarisco. «Lo so che tu non pensi che si tratti di quello, ma un nome devo darglielo».

«Sopporterò» dice Dawn. «E allora?»

Distratto dalla possibilità che i miei test non siano andati a vuoto, ricomincio a sciogliermi la lingua.

«Non ho fatto niente di spettacolare» affermo. «Dovrò provare di nuovo a muovere una fiamma. Si direbbe che l’oggetto di questa capacità siano le cose che riesco a “visualizzare” come energia. Il calore del fuoco, forse anche l’ilectron…»

«Ah, è per quello che ho preso la scossa?»

«Prima stavo cercando di richiamare mentalmente l’ilectron».

«Mmh… in effetti, sospettavo che il fulmine che hai scagliato dalle dita potesse essere mayea».

Dawn siede di fianco a me.

«Insomma, vuoi dire che riesci a usare questa… mayea se pensi all’energia?» chiede.

«Non all’energia, ma alla natura di energia delle cose… per esempio, come il calore sia energia, proprio a livello di natura fondamentale» preciso io, pur rendendomi conto che non è facile tradurre in parole simili processi mentali. «O almeno, nei momenti in cui ho manifestato le mie capacità avevo spesso in testa questi concetti. Solo che si trattava di una percezione profonda, quasi inconscia, della quale giusto alcuni frammenti venivano a galla nella mia coscienza. Ho pensato di richiamare alla mente quelle sensazioni e quei pensieri. Credo di aver ottenuto qualche risultato, ma è ancora minimo».

«Sai» fa Dawn. «Nella mayea spontanea non bisogna star troppo a scervellarsi».

«Spontanea?»

«Quasi tutti con lo studio possono imparare a utilizzare la mayea» spiega la ragazza. «Tuttavia, c’è una parte più piccola della popolazione che ha un talento particolare per il suo uso. La apprende con spontaneità, senza studio, e con risultati migliori degli altri. Si è soliti chiamarli magi assoluti».

«Sei una di quelle persone?»

«Io? No, affatto!» ride Dawn. «Per mia madre faccio parte della porzione di popolazione che può ottenere buoni risultati con studio ed esercizio, ma non sono una maga assoluta».

Mi chiedo, allora, come siano questi magi. In effetti, per ora Dawn è l’unica persona alla quale ho visto adoperare la mayea.

«Comunque, prima dicevo che la mayea spontanea è più una faccenda di percezioni semplici» riprende il filo la ribelle. «Una cosa istintiva, come muovere un braccio, solo che si sviluppa perlopiù nello spazio mentale».

«Ok, concettualmente è chiaro… ma lo trovo un po’ vago per metterlo in pratica» ammetto.

«Non è difficile. Pensa ai concetti in modo immediato, senza fare troppe elaborazioni mentali» suggerisce Dawn. «Se ipotizziamo che la tua sia mayea spontanea, e la natura di energia del fuoco è la tua visione del suo simbolo…»

Sentendomi la testa inondata, alzo una mano a fermarla.

«Va bene» dico. «Ci riproverò, ma ora non bombardarmi di concetti. Non riesco a tenere a mente tutti questi discorsi teorici».

So che, prima dell’ultima spedizione, volevo affrontare la questione mayea con la ribelle, e ora esso è venuto fuori spontaneamente. Ma rispetto a prima degli eventi di Fairworth, la situazione è un po’ cambiata; non sono più a un punto morto, e ho già della carne sul fuoco a cui pensare. Se annego fra troppe informazioni, rischio di non riuscire a studiarle con la giusta attenzione.

Specie le più astratte, che richiedono riflessioni particolarmente lunghe e profonde.

«Come vuoi» acconsente Dawn. «Mi raccomando. Cerca di pensare con lo stomaco».

«Con lo stomaco, eh?»

La porta è ancora socchiusa. A un certo punto, da essa giunge una voce femminile:

«Ethan?»

L’uscio si apre un poco. Dietro c’è Nipria.

«Oh!» fa la geniera, vedendoci. «Ehm… scusami, Ethan. Volevo salutarti, ma… ehm… sarà per dopo».

E sparisce quasi subito. Non mi ha dato il tempo neppure di dirle ciao!

Sbigottito dalla rapidità dell’evento, fisso lo spiraglio ancora aperto. Poi volgo lo sguardo su Dawn. Lei mi osserva con la testa un po’ inclinata di lato.

«Che c’è?» domando.

«Niente».

La ragazza allunga una mano e me la passa sulla folta capigliatura.

«Ehi!» protesto. «Che fai?»

«Hai dei capelli per aria» asserisce lei. «Immagino sia colpa dei tuoi giochi con l’ilectron».

«Ah, sì?» replico. «Non ci ho fatto caso».

«Ad ogni modo» dice Dawn, alzandosi, «avvisami se fai progressi. Questa storia m’incuriosisce».

«D’accordo» annuisco.

«Eh… grazie» aggiunge la ribelle. «Per quel che hai detto quando c’erano Antony e Samuel, intendo».

Io sospiro.

«Non c’è bisogno di ringraziare» dichiaro. «Usando una tua espressione, è seguendo lo stomaco che ho detto tutto ciò».

Beh, più o meno. Le parole mi sono uscite nell’impeto del momento… ma i concetti sui quali erano fondate li avevo già chiari in mente da un po’.

«Mi sta bene» afferma la ribelle.

Mi saluta, quindi abbandona la stanza. Dopo che la porta viene chiusa, io continuo a fissare la maniglia con sguardo assente.

Pensare con lo stomaco, eh? In pratica, affidarmi alle sensazioni “fisiche”. Vale la pena provare… anche perché, finora, mi sembra che per usare la mayea io abbia seguito uno strano miscuglio di percezioni corporee e intuizioni mentali. Pure il fattore emozionale sembra aiutare. Mi chiedo se sia tutto collegato…

Mi guardo la mano destra.

Il fuoco è energia.

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Amathia (Maltia)

Stesso giorno

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Nella sua cella, Cyrus Sanders ha fatto sì di non perdere mai il conto del tempo che passa. Sono trascorsi ventiquattro giorni dal suo arresto. Ancora, però, nessuno ha provato a strappargli delle informazioni.

Ciò finché una sera, senza preavviso, non si presenta a lui un omaccione.

«Sono qui per interrogarti» lo informa l’uomo.

Cyrus lo conosce. È Ewan Pandromio, ammiraglio generale noto per le sue azioni di guerra spietate persino per un repubblicano. Di solito, la Repubblica ci va pesante coi ribelli, salvo quando ha la possibilità di catturare qualcuno da interrogare. Pandromio in particolare, tuttavia, tende a non badare troppo all’integrità dei prigionieri, o alla salvaguardia dei civili.

Mi hanno assegnato una persona spregevole.

«Cominciamo» dice l’ammiraglio generale, avvicinandosi a Cyrus.

Questi butta un occhio alla porta della cella. Due soldati armati stanno di guardia sull’uscio.

«Non sei così stupido da pensare di poter scappare» afferma Pandromio. «Allora… dimmi dei manufatti dei Profeti Stellari».

«Manufatti? Di cosa parlate?» fa Cyrus.

«Non mentire» dice il repubblicano. «Con me è inutile: me ne accorgerò».

Dopodiché, alza un pugno e colpisce il prigioniero alla bocca dello stomaco. Questi si para in parte con le braccia, ma quell’uomo è talmente robusto che la forza del colpo giunge comunque, togliendogli il fiato.

Mentre la sua vittima cade in ginocchio, Pandromio commenta:

«Avverto un certo istinto al suicidio».

Cosa?

Il ribelle fissa l’uomo. Non può essere un caso: Cyrus ha pensato per un attimo alla possibilità di usare il proprio sistema definitivo per proteggersi dagli interrogatori più brutali.

«Come vorresti farlo?» domanda Pandromio. «Un’arma? Una mayea? Oh! Una mayea!»

Afferra il prigioniero per il bavero e lo tira su.

«Quindi dovremo farti controllare meglio per vedere se ne hai una addosso» dice.

Dannazione!

Cyrus leva una mano e fa per sbattersela sul petto, all’altezza del cuore. Un attimo prima di riuscirci, però, il suo braccio viene bloccato da Pandromio.

«Una mayea per suicidarti posta nella zona del cuore, eh?» parla il repubblicano. «Capisco… è ingegnosa, sì. Ma un po’ pericolosa. Te la faremo togliere».

E a seguire, Cyrus avverte un colpo raggiungerlo all’altezza del collo. Mentre perde i sensi…

Con tutta la fatica che ho fatto per convincere Sally ad applicarmi quella mayea… pensa. E ora, neanche posso usarla.

Un attimo dopo, l’oscurità lo avvolge.

Thanks For Reading! Thomas: Gli sforzi di Ethan per manifestare la mayea non ti fanno pensare a qualcosa? Elena (illustratrice): Sì… all’allenamento segreto di un Chūnibyō! Thomas: Grazie di cuore per aver letto questo capitolo! Se ti va, lasciami una reazione qui sotto… e magari un commento: mi farebbe davvero piacere sapere cosa ne pensi! Ti aspetto anche sui miei social per tutti gli aggiornamenti!

Lasciami una reazione!

Sarei felicissimo di sapere cosa ne pensi del capitolo!

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