Energheia – Capitolo 44: La maga guaritrice

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Epos (Maltia)

7 dicembre 2355

47° giorno di Ethan a Tersain

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«Tu hai… davvero aggredito Jervis?»

Ehliana mi sta guardando sbalordita. Di solito, la filosofa si trattiene dal mostrare troppo apertamente le proprie reazioni, ma ora non ce la sta facendo proprio.

Imbarazzato, io allontano lo sguardo dal suo. Ah, ho fatto male a dirglielo. Non so nemmeno perché l’ho confessato…

«Lo so che non è stato carino, alzare le mani» affermo.

«In effetti… no» concorda la giovane, pur con un tono di voce tranquillo. «… se l’è meritato?»

«Forse, un po’ sì» mormoro.

Alla fine, il mio “incidente” non richiederà una nuova ospedalizzazione, però ho comunque fatto un po’ di danno. Seduto su una brandina dello iatreo, stavo lasciando che Ehliana finisse di risistemarmi la steccatura sul braccio rotto, smossasi a causa del cazzotto col quale ho centrato Jervis. Col suo modo di fare pacato, la filosofa mi ha gentilmente chiesto come io abbia fatto a combinare un disastro del genere, e… mi è venuto spontaneo essere sincero.

Non so, questa donna riesce a farmi uno strano effetto, a volte, inducendomi – anche se non siamo così in confidenza – a fidarmi di lei pur non essendoci un motivo particolare per farlo.

Curioso. E pericoloso, se ella non dovesse rivelarsi davvero degna di fiducia.

«E come mai ti sei ritrovato a prenderlo a pugni?» domanda ancora la filosofa, senza ombra di giudizio nel suo atteggiamento. «Non che ti conosca molto, ma non mi sembra da te».

«… e che ne so. Mi è andato il sangue alla testa…» inizio col dire.

Appena dopo, mi blocco. No… sento di star affermando qualcosa d’inesatto. Non ho perso il controllo… sono stato io a lasciare che accadesse: razionalmente, ho permesso alle mie inibizioni mentali di spegnersi. Questo perché…

«Non volevo che le cose andassero avanti come voleva lui» dichiaro, tornando a guardarla negli occhi. «Mi pareva che stesse… facendo un’invisibile pressione, col suo comportamento ambiguo e il suo carattere sfacciato, alla quale non potevo oppormi in modo normale. Mi stava sfuggendo di mano la situazione… e non volevo. Era ingiusto… dovevo ribellarmi in qualche maniera, o avrei perso qualcosa che non volevo perdere. Si capisce ciò che sto dicendo?»

«A grandi linee» sorride la donna.

«Lo so che non era la strada migliore. Ma in quel momento, mi è sembrato che se non avessi fatto nulla… non avrei avuto altre occasioni» aggiungo. «Dovevo forzarmi ad agire, non importava se in un modo non ottimale… e pur sapendo bene che rischiavo conseguenze. Ma proprio le conseguenze mi paralizzavano, ponendomi in una posizione di debolezza. Così, le ho deliberatamente ignorate… un’ingiustizia per rimediare a un’altra ingiustizia, e rimettere le cose a posto».

«… dunque, ci si può aspettare scelte del genere anche da te» commenta ella. «Interessante…»

«… mi stai studiando?»

«Ma no… non proprio».

Il sorriso col quale lo dice è fin troppo accentuato, come se in fondo io avessi colto nel segno, e lei ne fosse divertita e imbarazzata insieme.

Meglio lasciar stare. Non sono sicuro di voler indagare più in profondità su questo suo fare misterioso. Mi preme più qualcos’altro…

«… ora mi denuncerai?» domando.

So che Jim si è preso la colpa della zuffa. Non che la cosa mi piaccia, ma in teoria pure lui ha messo la sua “parte” di pugni, quindi sulla carta ha una porzione di responsabilità. Però mi spiace che venga punito da solo, per cui mi starebbe bene di essere segnalato a mia volta. Anzi, è probabile che Jervis l’abbia già fatto.

… oppure no? Anche lui è stato curato qui, ma Ehliana non sapeva nulla della verità. Strano.

«Oh, vediamo…» fa la filosofa, levando lo sguardo. «Mh… stiamo sempre parlando di Jervis, no? Mi pare che, ora, abbiamo entrambi un segreto che riguarda noi e lui».

Io batto le palpebre, confuso da tale uscita. Poi, ho un’illuminazione: si riferisce a quando ho assistito al momento in cui il ribelle l’ha scaricata. Già… non ne avevo tenuto conto.

Con questo, quindi, vuole dire…?

«Cioè… io non parlo di ciò che ho visto quella volta, e tu non mi denunci?» domando, per essere sicuro.

«L’hai posta in modo così freddo… sembra che ci teniamo in ostaggio a vicenda» protesta ella, guardandomi. «Vedila più come una fiducia reciproca».

Non ho idea di che rispondere. Sotto sotto, ci speravo un po’ che lei facesse rapporto, e ora sta creando questa situazione in cui… non so, pare quasi che questo scambio di segreti sia una cosa bella, che io rovinerei se andassi a costituirmi.

Che razza di magia psicologica ha appena scagliato, questa donna? Devo ricordarmi che, pur di poco, è più grande di me: potrebbe intortarmi con più facilità di quanto immagino.

Per giunta… lasciandomi col sorriso. Perché proprio ora, io mi sto ritrovando a sorridere appena.

Avendo finito di sistemarmi il braccio, adesso ella si allontana senza aggiungere altro.

◊◊◊

Con pochi passi, Ehliana si sposta fino a una stanza laterale dello iatreo. Là, chiusa la porta alle proprie spalle, ora che è sola leva una mano alla bocca e… comincia a ridere.

Ehliana si copre la bocca cercando di trattenere una risata.

Jervis è stato preso a pugni. Da Ethan, poi, dal quale proprio non te l’aspetteresti. È una cosa così divertente!

Alla fine, ha raccolto quel che ha seminato!

Un po’, la filosofa si sente in colpa ad essere tanto allegra per una cosa del genere. Non è che l’idea della violenza e del conflitto le piaccia… per niente. E nemmeno porta chissà quanto rancore nei confronti di Jervis.

Però… ora le sembra come se il mondo fosse, almeno un minimo, più in equilibrio di prima. E ciò le dà una bellissima sensazione.

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Epos (Maltia)

12 dicembre 2355

52° giorno di Ethan a Tersain

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Una settimana dopo le mie dimissioni dallo iatreo, la Epos si prepara a lasciare l’isola industriale presso la quale è ormeggiata. Si è trattenuta anche più del previsto, in modo da effettuare una serie di revisioni e riparazioni; rimanere oltre potrebbe essere pericoloso.

Il giorno della partenza, all’improvviso vengo contattato da Jim, il quale m’indirizza da Archeos. L’uomo mi aspetta allo iatreo.

«Come mai questa chiamata?» domando, appena incontro l’anziano.

«Bisogna far qualcosa per quello» risponde il filosofo, indicando il mio braccio steccato.

«In che senso?»

«Dobbiamo renderti operativo in breve» spiega l’uomo. «Dunque accelereremo la tua guarigione».

«Non mi piace» m’insospettisco. «Ho la sensazione che forzare i tempi sia pericoloso. E poi, perché tanta fretta?»

«Ti vogliamo mandare di nuovo in missione».

«Credevo mi avreste trattenuto di più».

«Gli ultimi avvenimenti hanno costretto Martin a rivedere le sue decisioni. Su, vieni…»

Ma guarda… ed io che pensavo che la mia situazione sarebbe peggiorata, dopo che ho fatto a botte con Jervis. Invece, non solo per qualche ragione non mi è accaduto nulla, quasi che lui non mi abbia affatto denunciato… ma ora vengo persino riabilitato.

Povero Jim… anche se un po’ sono stato “spronato” da Ehliana, mi sento ancora in colpa per come si è preso la responsabilità da solo. Gli devo un bel favore.

Aimond Lacelet mi conduce in una stanzetta ambulatoriale. Lì c’è la medesima filosofa che ha coperto la mia aggressione.

«Volete usare la mayea, vero?» intuisco.

«Come siamo acuti!» conferma Archeos.

Da quel che ho capito, qui Ehliana è il medico più avvezzo all’uso della mayea a scopi curativi. Non che lavori solo con quella, affatto… impiega ben di più la medicina “tradizionale”. Ma visto che con quest’ultima hanno già fatto il possibile, nel trovarmi davanti proprio questa giovane ho subito pensato che l’unico modo di accorciare i tempi sia una guarigione “magica”.

Peccato che, per via del fatto che non vi si è ricorso finora, ritengo ci siano ottimi motivi per non adoperare una soluzione tanto conveniente.

«Forza… dimmi le controindicazioni» richiedo, secco.

Ehliana mi si avvicina.

«Di norma, si evita di usare la mayea per guarire» spiega. «È difficile manipolare alla perfezione i simboli dell’universo, e ciò è spesso inaccettabile in processi delicati come la rigenerazione. Ma in questo caso, i vantaggi bilanciano i rischi».

«Ovviamente, non sono vantaggi per me, ma per la Resistenza» commento.

«Dettagli» minimizza Archeos.

Ma guarda questo…

«Dettagli un corno! Stiamo scherzando?» protesto, alzando il braccio rotto. «Non posso partire così? Il cervello mi funziona lo stesso! Non vorrete mica mandarmi a combattere di nuovo?»

«Questo no» scuote la testa l’anziano. «Ma è meglio se potrai contare su un minimo di capacità fisiche. Come sempre, ci sono rischi».

Rischi non da poco, presumo, se valgono questa guarigione azzardata. Ormai non me la bevo più, che le missioni in cui mi mandano si riveleranno tranquille. Loro sono i primi ad esserne consapevoli.

«Non preoccuparti, Ethan» interviene Ehliana. «Farò un lavoro basilare: mi limiterò a formare il callo alla frattura. L’osso non sarà in piena forma, ma almeno riuscirai a usare il braccio».

La fisso dubbioso.

«Posso fidarmi?» le chiedo.

Lei alza le mani. Non pare offesa dalla mia diffidenza, ma la sua espressione comunica un certo orgoglio trattenuto.

«Mi ritengo bravina» asserisce. «È un’operazione che ho fatto molte volte».

Indugio ancora un po’. A dispetto del mio atteggiamento guardingo, ho una gran voglia di rimettere in sesto l’arto fratturato.

Arrivare prima del tempo al momento di liberarlo dalla steccatura sarebbe davvero bello.

Spero di non pentirmene.

«E va bene, ma attenzione» acconsento.

«Bene. Stenditi sul lettino» m’invita Archeos.

Speravo in un po’ più di preavviso.

Obbedisco al filosofo. Una volta che sono disteso, Ehliana mi toglie bende e stecca dal braccio sinistro. Esaminata la ferita, commenta:

«La lesione della cute è messa piuttosto bene. Posso lavorare anche su quella, assieme all’osso».

«Farà male?» domando.

Archeos mi passa un rotolino di stoffa.

«Toh!» dice. «Mordi!»

«Preferirei un’anestesia, grazie».

«Non scherzare! Perché aumentare i rischi?»

Dannata tecnologia medica antiquata… non hanno neanche tecniche anestesiologiche sicure?

«Cominciamo» avvisa Ehliana.

Mi affretto a mettere il tessuto in bocca. Vedo la filosofa creare dei cerchi mayeutici in aria, facendoli quindi discendere sul mio braccio. Avverto una sorta di torpore, mentre la sensibilità dell’arto diminuisce. Non è come un’anestesia vera e propria, ma forse aiuterà.

«Sei troppo buona, Ehliana» asserisce Archeos.

«Non deconcentratemi, maestro».

«Se gli inibisci i nervi durante l’operazione, è ovvio che ti sarà più difficile concentrarti».

«Archeos… non distrarla» farfuglio, cercando di parlare nonostante la stoffa.

Ulteriori simboli appaiono, e nell’aria presso il mio avambraccio si formano delle linee di luce. Queste si uniscono in una sorta di parallelepipedo luminoso racchiudente l’arto. Ehliana muove le mani come a comprimere tale geometria, la quale rimpicciolisce fino a includere solo la zona fratturata.

Ancora altri movimenti delle mani, e comincio ad avvertire un bruciore sottopelle.

Ehliana usa la mayea per guarire Ethan sul letto dell’infermeria, sotto lo sguardo di Archeos.

«Urgh!»

«Non muoverti!» mi ammonisce Archeos.

Porto la mano destra alla fronte, storcendo il viso mentre cerco di controllare l’impulso a ritirare il braccio. Il bruciore aumenta per un po’, fino a divenire stabile. Quindi, si trasforma in una pulsazione.

«Bravo, Ethan» m’incoraggia la donna. «Resisti ancora un po’».

Ci vuole almeno una mezz’ora per portare a termine l’operazione. Non un tempo così lungo, ma a me sembra un’eternità, con quel fastidio al limite del dolore che mi tormenta ogni secondo. E pensare che, a quanto pare, Ehliana sta pure facendo in modo che io non lo senta a pieno.

Quando l’osso è saldato e la ferita richiusa, la filosofa fa sparire i simboli dell’universo. Anche l’inibizione ai nervi termina, dandomi una nuova fitta.

Tutto sudato, sputo con fastidio la stoffa. Ehliana mi poggia una mano sulla testa.

«Ho visto persone far molto peggio» mi elogia sorridendo.

«Non li biasimo» replico, tirandomi a sedere.

«Calma» mi riprende Archeos. «Non strapazzare il braccio. La piena guarigione richiederà ancora diverse settimane».

Cauto, sollevo l’arto saggiandone la mobilità. Dunque, lo sguardo mi va al punto dove prima era visibile un taglio suturato. Ehliana ha rimosso i punti, perché i lembi di pelle sono ora uniti fra loro da… immagino un qualche tipo di secrezione corporea su cui poi ricrescerà una pelle normale, o una cicatrice. Comunque sia, adesso non sembra più che la ferita possa riaprirsi con uno strappo.

La mayea è davvero miracolosa rifletto. Mi chiedo se funzionerebbe anche sulla Terra.

Ignoro quale principio le permetta di esistere qui, ma se è una qualche legge fisica peculiare a Tersain, allora è possibile che sul mio mondo semplicemente non sarebbe utilizzabile.

Mi volgo a guardare il filosofo.

«Quando mi informate sulla missione?» chiedo. «E soprattutto… quando è prevista la partenza?»

«Fra due giorni» risponde l’anziano. «Riguardo ai dettagli, te ne parlerò in privato al momento opportuno».

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Amathia (Maltia)

Stesso giorno

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L’ammiraglio di flotta Ivor Jericho è nello studio di casa sua. Da quando gli è stato affidato il compito di recuperare le reliquie dei Profeti, ha passato in rassegna una gran quantità di documenti fornitigli dai piani alti. Fra consulenze e indagini per stabilire come indirizzare la ricerca, è così trascorso molto tempo. Presto dovrà decidere come utilizzare le considerevoli forze messegli a disposizione per condurre le operazioni.

Mentre legge la corrispondenza del giorno, gli cadde l’occhio su una lettera in particolare. Nel vedere il mittente, decide di darle la priorità. Apre l’involucro e legge il foglio presente all’interno. Un mezzo sorriso gli affiora sul volto.

E dunque, Ewan Pandromio è riuscito a cavare qualche informazione da Cyrus Sanders.

Pare che il suo sottoposto abbia evitato la classica tortura, preferendo metodi più adatti alle proprie capacità. I dettagli non sono spiegati, ma sono coinvolte droghe per stimolare la mente del prigioniero, di modo da far emergere i ricordi più significativi. A quel punto, Pandromio non ha dovuto far altro che raccogliere i pensieri di Cyrus Sanders. Sembra, comunque, che il ribelle abbia opposto una fiera resistenza, tanto da tenersi strette le informazioni per quasi un mese.

Agathe Munro, del frammento di Risingdeep. Così costei potrebbe saper interpretare la mappa.

Ivor comincia subito a disporre una spedizione. Manderà Pandromio, ma è intenzionato a seguire da vicino la vicenda.

Thanks For Reading! Thomas: Anche se di primo acchito può non sembrare, Ehliana a volte si dimostra una gran furbacchiona! Elena (illustratrice): Beh, per stavolta questo suo lato è andato a vantaggio di Ethan. Thomas: Grazie di cuore per aver letto questo capitolo! Se ti va, lasciami una reazione qui sotto… e magari un commento: mi farebbe davvero piacere sapere cosa ne pensi! Ti aspetto anche sui miei social per tutti gli aggiornamenti!

Lasciami una reazione!

Sarei felicissimo di sapere cosa ne pensi del capitolo!

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